Cosa definisce l'eccellenza delle uve Super Tuscan?
Il mondo del vino è un intreccio di tradizione, innovazione e incessante ricerca dell'eccellenza. In Toscana, regione sinonimo di antiche pratiche vitivinicole, nella seconda metà del XX secolo emerse un movimento rivoluzionario: i Super Tuscan. Questi vini sfidarono le normative convenzionali, abbracciando uno spirito di sperimentazione che cambiò per sempre il panorama della viticoltura italiana. Come enologo e agronomo, trovo la storia dei Super Tuscan particolarmente avvincente, poiché illustra splendidamente l'interazione tra comprensione scientifica, espressione del terroir e ingegno umano. È una testimonianza di ciò che accade quando i viticoltori hanno la possibilità di esplorare appieno il potenziale della loro terra e della loro arte.
La genesi degli uvaggi Super Tuscan
Una ribellione della tradizione
Per secoli, la vinificazione toscana è stata rigidamente regolamentata da regole di denominazione, in particolare per il Chianti, che imponevano un'alta percentuale di Sangiovese, spesso in blend con uve bianche autoctone. Mentre queste tradizioni producevano vini iconici, alcuni produttori lungimiranti si sentivano limitati dai regolamenti, ritenendo che ostacolassero la creazione di vini in grado di competere a livello mondiale con i migliori vini di Bordeaux. Cercarono di introdurre vitigni internazionali come Cabernet Sauvignon e Merlot, o di produrre vini 100% Sangiovese che non soddisfacevano i requisiti di assemblaggio tradizionali. Questo desiderio di innovazione scatenò una silenziosa ribellione.
I viticoltori iniziarono a sperimentare, piantando uve "non tradizionali" e creando blend che, pur essendo di qualità eccezionale, non potevano essere classificati secondo il sistema DOC/DOCG esistente. Inizialmente, questi vini furono relegati alla classificazione più bassa, quella dei vini da tavola , nonostante la loro qualità superiore e i prezzi spesso esorbitanti. Questo paradosso evidenziò la necessità di una nuova classificazione che ne riconoscesse il carattere unico e la maestria artigianale.
Il ruolo della classificazione IGT nella libertà dell'uva
Il riconoscimento ufficiale di questi vini innovativi arrivò con l'introduzione della classificazione IGT (Indicazione Geografica Tipica) nel 1992. Questa categoria offrì ai viticoltori la flessibilità che desideravano, consentendo loro di utilizzare una gamma più ampia di vitigni, compresi quelli internazionali, e di sperimentare diverse percentuali di assemblaggio, il tutto pur continuando a indicare la loro origine toscana. La designazione IGT divenne la dimora perfetta per i Super Tuscan, convalidandone la qualità e consentendo loro di prosperare.
Il quadro normativo IGT è fondamentale perché consente di esprimere l'identità regionale senza le rigide regole varietali e di assemblaggio delle DOC/DOCG. Questa libertà è stata determinante nell'evoluzione dei Super Tuscan. Infatti, sono sei le zone a Indicazione Geografica Tipica (IGT) in Toscana in cui è possibile produrre Super Tuscan, offrendo ai viticoltori la flessibilità di sperimentare con diverse varietà di uve e assemblaggi. Questa flessibilità incoraggia l'innovazione e consente lo sviluppo di espressioni uniche del terroir toscano.
💡 L'intuizione di Roberto
Il concetto di "terroir" va oltre il suolo e il clima; comprende l'ingegno umano e la libertà di innovare all'interno del potenziale vitivinicolo di una regione. I Super Tuscan sono un esempio lampante di questa interazione dinamica.
Sangiovese: l'uva autoctona per eccellenza della Toscana
Caratteristiche e significato regionale
Al centro della viticoltura toscana si trova il Sangiovese, un vitigno profondamente legato all'identità della regione. Il suo nome, probabilmente derivato da "Sanguis Jovis" (il sangue di Giove), allude alle sue radici antiche e al profondo legame con la terra. Il Sangiovese è un vitigno di notevole complessità e versatilità, capace di esprimere un ampio spettro di aromi e sapori a seconda del clone, del terreno e del microclima. Tipicamente, offre note di amarena, prugna, foglia di pomodoro ed erbe aromatiche essiccate, spesso con un retrogusto sapido e terroso e tannini decisi.
La sua elevata acidità lo rende un vino eccellente da pasto, capace di accompagnare piatti ricchi. Più della metà dei vigneti toscani è coltivata a Sangiovese, a testimonianza del suo ruolo fondamentale sia nei vini toscani tradizionali che in quelli innovativi. Questa predominanza sottolinea la sua adattabilità e la profonda conoscenza che i viticoltori hanno sviluppato nel corso dei secoli nella coltivazione di questa varietà impegnativa ma gratificante.
L'evoluzione del Sangiovese nei vini Super Tuscan
Sebbene i Super Tuscan siano spesso celebrati per le loro componenti internazionali, il Sangiovese rimane un elemento fondamentale per molti di questi vini innovativi. Nel contesto dei Super Tuscan, i viticoltori hanno esplorato nuovi modi per esprimere il Sangiovese, producendo vini 100% varietali che esulano dai tradizionali disciplinari DOCG o assemblandolo con uve internazionali. Questo approccio consente al Sangiovese di mettere in mostra diverse sfaccettature del suo carattere, spesso acquisendo struttura, ricchezza o complessità aromatica dai suoi partner di assemblaggio.
L'attenta selezione dei cloni di Sangiovese, la meticolosa gestione dei vigneti e le precise tecniche di vinificazione ne hanno esaltato il ruolo tra i Super Tuscan. Contribuisce con la sua distintiva acidità, le note sapide e la solida struttura tannica, conferendo un'anima distintamente toscana a blend che altrimenti potrebbero orientarsi troppo verso profili internazionali. Questa evoluzione dimostra che l'innovazione non significa sempre abbandonare la tradizione, ma piuttosto reinterpretarla con una nuova prospettiva.
"Il movimento dei Super Tuscan non riguardava solo l'utilizzo di nuove uve; riguardava un rinnovato impegno per la qualità e una comprensione più profonda di ciò che il terroir toscano poteva realmente realizzare." — Piero Antinori, Enologo Pioniere
Varietà internazionali: il catalizzatore dell'innovazione
Cabernet Sauvignon: Struttura e Complessità
L'introduzione del Cabernet Sauvignon ha rappresentato un momento cruciale per i Super Tuscan. Originario di Bordeaux, questo nobile vitigno conferisce al blend una struttura formidabile, un colore intenso e un profilo aromatico complesso. Note di ribes nero, cedro, tabacco e peperone verde sono caratteristiche, insieme a tannini robusti che contribuiscono in modo significativo alla longevità del vino. In assemblaggio con il Sangiovese, il Cabernet Sauvignon aggiunge un tocco di raffinatezza e potenza, creando vini di notevole profondità e longevità. È stato spesso il primo vitigno internazionale adottato dai pionieri dei Super Tuscan, a dimostrazione della sua compatibilità con i terreni e il clima toscani.
Merlot: Ricchezza e profilo più morbido
Il Merlot, altro vino base di Bordeaux, offre un profilo contrastante ma complementare a Cabernet Sauvignon e Sangiovese. Noto per la sua consistenza morbida, i frutti maturi di prugna e ciliegia e i tannini più morbidi, il Merlot conferisce ricchezza, rotondità e una qualità accessibile ai Super Tuscan. Può temperare il carattere a volte austero del Sangiovese giovane, rendendo i vini più armoniosi e piacevoli in gioventù, pur fornendo una solida base per l'invecchiamento. La sua maturazione precoce lo rende inoltre una risorsa preziosa in alcuni microclimi toscani.
Rapporti recenti indicano che, tra le varietà internazionali utilizzate nei Super Tuscan, le statistiche del 2014 mostrano circa il 7,7% di Merlot, il 6,3% di Cabernet Sauvignon, il 2% di Syrah e l'1,3% di Cabernet Franc in Toscana. Questi dati evidenziano il ruolo significativo che queste uve svolgono nella vinificazione innovativa della regione.
Cabernet Franc, Syrah e Petit Verdot: Profondità aromatica
Oltre ai principali attori internazionali, altre varietà come Cabernet Franc, Syrah e Petit Verdot stanno trovando sempre più spazio nei blend dei Super Tuscan, aggiungendo ulteriori livelli di complessità. Il Cabernet Franc apporta note erbacee, di violetta e lampone, insieme a una raffinata struttura tannica. Il Syrah, con le sue note pepate, speziate e di frutta scura, può aggiungere una dimensione esotica e una consistenza vellutata. Il Petit Verdot, utilizzato in quantità minori, fornisce colore intenso, frutto concentrato e tannini decisi, esaltando la struttura complessiva del vino e il suo potenziale di invecchiamento. Queste uve, sebbene spesso in percentuali minori, sono fondamentali per perfezionare la profondità aromatica e le sfumature materiche di un Super Tuscan.
💡 L'intuizione di Roberto
Sebbene spesso associati a uve internazionali, la vera genialità di molti Super Tuscan risiede nel modo in cui esaltano il Sangiovese, mettendone in risalto la versatilità e la profondità quando vengono miscelati con varietà complementari.
Eccellenza artigianale: l'arte dell'assemblaggio di uve Super Tuscan
Profili aromatici distintivi e sfumature aromatiche
L'arte di creare un Super Tuscan risiede nella capacità dell'enologo di armonizzare queste diverse varietà di uva in un vino coeso ed espressivo. Il processo di assemblaggio è un delicato equilibrio, che mira a valorizzare i punti di forza di ogni uva, mitigandone al contempo eventuali debolezze. Un Super Tuscan ben fatto presenta spesso un bouquet complesso di frutti scuri, erbe aromatiche, spezie e talvolta note floreali, sostenuto da un carattere minerale o terroso derivante dal terroir toscano. Al palato è tipicamente corposo, con una struttura tannica decisa ma integrata e un'acidità vibrante che garantisce freschezza ed equilibrio.
Ogni produttore di Super Tuscan ha una filosofia unica, che dà vita a un'ampia gamma di stili. Alcuni privilegiano il Sangiovese, utilizzando uve internazionali per esaltarne la struttura e la complessità aromatica. Altri puntano molto sul Cabernet Sauvignon per potenza e longevità, o sul Merlot per un'espressione più morbida e opulenta. I vini che ne risultano sono una testimonianza della visione dell'enologo, riflettendo sia l'annata specifica che l'esclusivo blend di uve scelto.
Influenza sulla longevità e sulla qualità complessiva
Uno degli aspetti più notevoli dei Super Tuscan, in particolare quelli che incorporano Cabernet Sauvignon e Petit Verdot, è la loro eccezionale longevità. I tannini robusti e l'elevata acidità forniti da queste uve, uniti alla struttura intrinseca del Sangiovese, permettono a questi vini di evolvere con grazia nel corso di molti anni, spesso decenni. Con l'invecchiamento, i sapori primari del frutto si ammorbidiscono, lasciando il posto ad aromi più terziari di cuoio, tabacco, sottobosco e frutta secca, aggiungendo strati di complessità e sfumature.
La ricerca dell'eccellenza nei Super Tuscan va oltre la selezione delle uve e l'assemblaggio. Comprende una meticolosa gestione dei vigneti, spesso con rese inferiori per concentrare gli aromi, e tecniche di cantina precise, tra cui un attento invecchiamento in legno. La combinazione di scelte innovative delle uve, un profondo rispetto per il terroir e un impegno per la qualità ha consolidato la reputazione dei Super Tuscan come alcuni dei vini più prestigiosi e ricercati d'Italia, spingendo continuamente i confini di ciò che la viticoltura toscana può raggiungere.
Scritto da Roberto Neri
Enologo e Agronomo
L'anima tecnica del team. Specializzato in viticoltura e analisi del terroir, spiega la scienza dietro il gusto.
Domande frequenti
Cosa sono i Super Tuscan?
I Super Tuscan sono vini toscani rivoluzionari emersi nella seconda metà del XX secolo. Questi vini sfidarono le normative convenzionali, abbracciando la sperimentazione con l'introduzione di vitigni internazionali come Cabernet Sauvignon e Merlot, o producendo vini 100% Sangiovese che non soddisfacevano i requisiti tradizionali dei blend.
In che modo la classificazione IGT ha influenzato i Super Tuscan?
La classificazione IGT (Indicazione Geografica Tipica), introdotta nel 1992, ha offerto ai viticoltori la flessibilità che desideravano. Ha permesso loro di utilizzare una gamma più ampia di vitigni, compresi quelli internazionali, e di sperimentare diverse percentuali di assemblaggio, pur continuando a indicare la loro origine toscana. La denominazione IGT è diventata la patria ideale per i Super Tuscan, convalidandone la qualità.
Quali varietà di uva internazionali sono comunemente utilizzate nei Super Tuscan?
L'introduzione di Cabernet Sauvignon e Merlot è stata fondamentale per i Super Tuscan. Il Cabernet Sauvignon apporta una struttura e una complessità formidabili, mentre il Merlot offre ricchezza e un profilo più morbido. Anche altre varietà come Cabernet Franc, Syrah e Petit Verdot stanno trovando sempre più spazio nei blend, aggiungendo ulteriori livelli di complessità.